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L' ENNESIMO BLOG DI BARNABA
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2007


nuovo indirizzo del blog:
www.francesconardi.it

nuovo url feed:

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permalink | inviato da il 5/1/2007 alle 16:22 | Versione per la stampa
Buona notte, Cannocchiale!
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2007



Questo è il banner che ha prodotto Vetro.
Sulla questione, non ho altro da aggiungere.






permalink | inviato da il 5/1/2007 alle 2:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Ricordare Calibano, scrivete alla redazione del Cannocchiale.
post pubblicato in Diario, il 4 gennaio 2007
Gentile staff del Cannocchiale, tendo a dubitarne, tuttavia pare che non vi siate accorti di un topic sul forum a firma Albatroferito del 21 dicembre in cui si chiedeva che la scomparsa di Calibano (Piergiorgio Welby) fosse ricordata con un piccolo banner sulla home page del Cannocchiale.
Inoltre, decine di blog in queste ore stanno chiedendo la stessa cosa. Dal momento che dal 21 dicembre è passato un po' di tempo, e che la ristrutturazione della piattaforma in cui siete suppostamente impegnati non costituisce affatto una giustificazione valida per la vostra indifferenza alla questioni poste nel forum, siete pregati di fornire sollecitamente una risposta. 

Francesco Nardi
www.francesconardi.ilcannocchiale.it

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permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 15:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
Ricordare Calibano. La redazione del Cannocchiale se ne frega.
post pubblicato in Diario, il 3 gennaio 2007



Il 21 dicembre scorso è apparso sul forum de il Cannocchiale un intervento di Albatroferito. Vi si chiedeva che il blogger Calibano, ovvero Piergiorgio Welby, fosse ricordato sulla home page della piattaforma. La redazione de il Cannocchiale non s’è degnata neanche di rispondere, almeno pubblicamente. Trovo che sia una cosa vergognosa.
Chiedo a tutti i miei lettori, per quanto pochi, di considerare l’opportunità di una reazione decisa nei confronti di questo atteggiamento sconsiderato della redazione.
Chiedo a chiunque passi di qui di postare su questo argomento e di sollecitare in qualsiasi altra forma possibile la redazione del Cannocchiale affinché provveda a segnalare sulla homepage la scomparsa di Calibano. Non solo per l’esempio civile che Piergiorgio Welby rappresenta per alcuni di noi, ma soprattutto perché era semplicemente uno di noi.


Hanno postato in merito:

Rip - Drowned_world - Titollo - Marcoz - Il laicista - Aronne - Raissa - Sharon -Luxor - Poverobucharin - Sogniebisogni - Heartprocession - Esperimento - Gattopesce - Vulvia - Zebre - Piblo - Galatea - ilbaco - saskha rip  aronne  titollo albatroferito  sharonlapaz  francesconardi drowned_world  - unpostonelmondo  -  Alessandra  - Francesco - Jericho - Maurizio Bolognetti  - Luigi Conte - Patafrulli - akiko - Alice - Vetro - Markino - Gloutchov - Giuseppe Saudella - Francesco Temporin - La segretaria perfetta - Sonolaico - Antigone -

  







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Questa politica del doman non ha certezza
post pubblicato in Diario, il 3 gennaio 2007



Una sensazionale scoperta scientifica svela quali sono le zone del cervello che permettono di pensare al futuro. In particolare, quando la mente guarda avanti, verso le esperienze future, sono tre le aree cerebrali attive. Questo mi è relativamente di conforto, ché conoscere i nomi di queste zone  non mi cambia granché. Comunque per sapor di completezza diremo che trattasi della parte laterale sinistra della corteccia, del precuneo sinistro e della parte posteriore destra del cervelletto. Ecco, ora che sappiamo cos’è che non funziona nel cervello dei  protagonisti sulla scena politica italiana, non ci resta che aspettare che la comunità scientifica trovi anche una cura.






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Trappolettum
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 3 gennaio 2007



Prodi sta pensando ad una legge elettorale in linea con la finanziaria. Una che scontenti tutti.

da il Riformista

 




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Rights for?
post pubblicato in Recht und Unrecht, il 2 gennaio 2007



Ci si chiede sempre con maggiore insistenza quanto valga l’universalità dei diritti umani, intendendo con quest’espressione l’omogenea diffusione nel mondo del riconoscimento di questi diritti. E’ evidente che vale molto poco, ed infatti non è su questo che ci si divide. E’ così vero che c’è poco di davvero “universale” in materia, tanto che non c’è manuale di diritto internazionale che non parli del fenomeno del regionalismo che interessa la costituzione delle organizazzioni internazionali. Questo vale per le organizzazioni che si occupano di commercio e di ambiente. Tanto più, dunque, di diritti umani.
Ciò si verifica perché un numero consistente di paesi non si fida del mondo occidentale. Non è che non condividano necessariamente le statuizioni delle organizzazioni dei paesi occidentali - accade anche questo, certo - ma più generalmente non se ne fidano. Ed è così che nascono e si sviluppano in alcune aree del pianeta organizzazioni sovranazionali, magari poco rappresentative, che figurano come doppioni di altre già esistenti. Il problema principale è la sfiducia. E’ non facile dare torto a chi non si fida delle organizzazioni sovranazionali occidentali che si occupano della difesa dei diritti umani. Non è facile e non lo sarà fin quando tali diritti saranno considerati da molte potenze come merce di scambio in occasione di trattative economiche con paesi in cui certi diritti non vengono rispettati.  Se l’occidente tratta i diritti umani come merce, come ci si può aspettare che chi quei diritti non li riconosce possa ad un tratto avvertirli come imprescindibili dall’individuo?  La democrazia non è certo un diritto umano, ma di tali diritti rappresenta un insostituibile presupposto. Che “esportarla” sia divenuta un’espressione di uso comune non è certo un caso. 


 





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Qualcosa non torna
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 1 gennaio 2007



Anche Calderoli ha apprezzato il discorso del presidente Napolitano. Devo essermi perso qualche passaggio.

 




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Capodannato
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2006



Non passerò il capodanno solo come un cane. Ma solo con il cane. Se permettete, c'è una bella differenza.

  




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Dio gode del sangue?
post pubblicato in Letteratura, il 31 dicembre 2006



Ho appena letto, tutte d'un fiato, le circa cento pagine di un "istant book" di prossima pubblicazione per le Edizioni Il FoglioHo ucciso mio padre è il titolo del libro, l'autore è Domenico Petrolino. C'è anche una bellissima prefazione di Rossella Anelli che introduce al tema con molta sensibilità e da cui sono tratte le poche righe che seguono.

"E così una serie di schemi mentali, un certo tipo di educazione cattolica stratificata nella mente anche di chi si definisce ateo e la pseudomoralità di molti mantengono mostruosa una società che si dice sempre più tendente verso la dignità della persona e la giustizia del singolo. In questo modo, l’unica soluzione possibile, l’unico atto d’amore, di decoro e di stima per la vita: l’eutanasia, divide ancora le persone, scatena polemiche, infiamma dibattiti. Ma in un sistema “normalizzato”, dove non è consentito avere idee altre o avere una religione altra (anzi avere una nonreligione come l’ateismo) non si può decidere della propria vita o di quella dei propri cari, neppure se è una vita in dirittura d’arrivo, martoriata, spaccata, umiliata, torturata da dolori sempre più insopportabili".


Vi segnalerò come poter acquistare il libro appena sarà disponibile.

  






permalink | inviato da il 31/12/2006 alle 14:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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