.
Annunci online

Limbo. Formidabile strategia di marketing.
post pubblicato in Diario, il 6 ottobre 2006


Cucù, il Limbo non c'è più.

 

Sembra che la Commissione Teologica Internazionale, riunita in questi giorni in Vaticano, stia per sciogliere la riserva su una decisione di un certo effetto mediatico, e della quale, in verità si parla già da parecchi mesi: l’ abolizione del Limbo.
Dichiarare inesistente il Limbo significherà in pratica modificare l’ estensione dell’ orizzonte su cui finora è rimasto affacciato il mondo cattolico,  ovvero quello che, al limitar della vita, si schiude sulle possibili, temute e sperate, destinazioni dell’anima.  Tra queste, dunque, non si annovererà più il Limbo, cioè il luogo dove, finora, sono finite le anime di chi è morto prima di ricevere il battesimo, raggiungendo così tutti coloro che, morti prima della nascita di Cristo non hanno potuto, usando un termine biblico, riconoscerlo. Questo dunque è il preciso censimento ideale degli occupanti di quel luogo dello spazio, del tempo, o di chissà quale altra dimensione, che fino ad oggi si è detto Limbo. Per suggestione di completezza, si potrà dire, però, che Dante a tale precisione derogò per gli esempi che volle elencargli la sua guida, allorquando, giunto con essa nel Limbo ebbe a chiedergli se, di quelli che si trovavano in quel luogo, alcuno mai se la fosse cavata, andandosene: “uscicci mai alcuno, o per suo merto/ o per altrui, che fossi poi beato”? E’ evidente che già la rigida struttura Dantesca dell’ aldilà era suscettibile d’ eccezioni, e, chissà, forse anche malleabile alle future mutazioni.

Innazitutto, prima di chiedersi perché mai la Chiesa si ponga il problema dell’ esistenza del Limbo, è opportuno cavillare sul titolo che generalmente è dato alla questione di cui parliamo; giacché, ovemai i rumors fossero confermati, non si tratterebbe certo di abolizione in senso stretto, ma, più puntualmente, di una dichiarazione di inesistenza. Sarebbe infatti oltremodo singolare riferire ad un' abolizione, quasi che il Limbo, finora esistente e gremito di anime, si sciogliesse in forza di un decreto, emanato in virtù di chissà quale celeste autorità.
Intanto, sui motivi che avrebbero ispirato la Commissione Teologica Internazionale, essendo ovviamente  non pubblici, si possono imbastire diverse supposizioni. 

Nel formidabile romanzo di Jose Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, si descrive una scena molto suggestiva e che può essere d’ ispirazione per le nostre congetture. Gesù, laddove ha da poco preso coscienza della sua vera essenza, incontra Dio, e questi gli spiega la sua funzione nel Disegno, ovvero quella di testimonial di una grande operazione di comunicazione, in forza della quale si sarebbe dovuta accrescere la popolarità di Dio tra gli uomini, fino a rendere il gregge di quelli che poi sarebbero stati i cristiani il più numeroso della terra;  più numeroso di tutti quelli che si sarebbero mai potuti riunire intorno ad un altro Dio.
L’ intento di Saramago era certamente provocatorio, ed è forse possibile estendere quel modello di provocazione all’ attuale idea di “abolire” il Limbo.

Come potrebbe negarsi, difatti, che aprire le porte della beatitudine a tutte le anime sospese nel Limbo accrescerebbe il numero, in sé astratto ma significativo, degli spiriti terreni che si sono congiunti con quello Celeste?

Abolire il Limbo, così, sarebbe una fenomenale operazione di marketing politico. Di quelle che, magari, si approntano nei momenti di difficoltà. Fenomeni già noti tra gli uomini: forse che, sotto congresso, non si è mai visto fare la tessera a qualche morto?





permalink | inviato da il 6/10/2006 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa
Sfoglia settembre        novembre