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Celibato. Bontà Sua svelata per voi.
post pubblicato in Recht und Unrecht, il 16 novembre 2006



I casi di pedofilia di cui si rendono protagonisti sacerdoti e religiosi si sprecano, ma Bontà Sua Sedicesima ritiene di dover confermare con forza l’ indiscutibilità assoluta del celibato nel sacerdozio. Bene, cioè male, ma andiamo avanti.
Terrei a specificare, in difesa di Sua Bontà Germanica, che  effettivamente non c’è strettissima relazione tra atti di pedofilia e celibato coatto. Giacché questi, ahimé, si verificano spesso e volentieri anche nel matrimonio. Tuttavia mi pare palese che il celibato coatto costringa sacerdoti e religiosi a frequenti scappatelle clendestine, che pur non costituendo reato, rappresentano comunque peccato; e Gesù piange. E questo è il punto. Bonta Sua Sedicesima, ritenendo peccato e reato quali sinonimi, li tratta come tali. Così, come in qualsiasi moderno stato democratico esiste la politica criminale e relative strategie, in una teocrazia esiste la politica… ,e come si chiama?, insomma quella che appronta strategie che riducano il numero dei peccati.
Sua Bontà Sedicesima, dunque, ragiona pressappoco così: se il sacerdote pedofilo si sposa, nel mentre che esercita la sua depravazione commette ben due peccati: non solo la libido violenta su minore, ma anche l’ adulterio. Un peccato in più, capite? Moltiplicato per chissà quanti rattusi a piede libero, mitra puntuta  e cordone monello, viene una cifra assurda; altro che abolire il limbo:  toccherebbe fare un indultone.  Insomma, siamo sinceri, da questa visuale Bontà Sua ha ragione. Anche se, ovviamente, solo in sedicesimo.
  

 





permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 19:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (24) | Versione per la stampa
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