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Casini, se è vitello è magro.
post pubblicato in Diario, il 6 dicembre 2006



De Mita alle corde, Bassolino all' angolo. E' come se dovesse scatenarsi un terremoto di qui poco, ma io ci credo comunque poco.  Tutto dipende dagli oscuri obiettivi di Casini, perché se terremoto sarà, l' innesco verrà dal centro -  su questo non c'è dubbio - e l' epicentro sarà in Campania.  Perché è proprio qui, in Campania, che si aspetta anche una solo minima vibrazione per rivoltare il marcio, imputare la munnezza al fallimento del cosiddetto rinascimento, e disporsi a bivaccare sulle fondamenta del prossimo ipocrita tentativo. Pare poco, ma io penso che è proprio in questi sbilenchi equilibri periferici che il Partito Democratico trova il suo principale ostacolo, altro che socialismo europeo. Sono i signori delle tessere - e nel caso della Margherita, i  signori dei francobolli - che comandano, mica le teste d' uovo che si sono riunite ad Orvieto. Casini ha il pallino, eppure non sa che farsene. Smentisce qualsiasi ricostruzione, ma è attento a tutte, quasi in attesa di fare sua quella migliore. Di certo, comunque, non è un vitello grasso come dice Berlusconi. Non è un vitello grasso perché, riassumendo quanto ha troppo ben scritto Federico Punzi, i voti dell' Udc non sono al portatore. Ed in ogni caso, se Punzi sbagliasse, e Casini fosse un vitello grasso, chiariamo: io diventerei subito vegetariano. 
  






permalink | inviato da il 6/12/2006 alle 1:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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