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Radio Cuore
post pubblicato in Come nei film, il 14 dicembre 2006



L’ ingenuo sposa una troia, generalmente. E l’ama, anche. Lo scaltro l’ ama pure, ma non la sposa. Mio nonno cantava: è la marina l’ arma elegante, non prende moglie si tiene l’amante. Così Boris, la jena, esce dalla sala seguendo la sposa, la mette al muro nel bagno e la trafigge. E’ da poche ore la moglie del suo migliore amico, ma lui se ne frega: è jena. Lei pure se ne frega: è troia. E dunque se ne fottono. Boris ha sparso il seme di jena e se ne torna in sala, guarda in faccia l’ ingenuo sposino e, verme, sorride. Boris è un marinaio. Scena già vista, questa del sorriso colpevole. Libro Cuore:  tutti si voltarono a guardar Franti, e quell’ infame sorrise. Ciò che c’è di peggio nei  romanzi di formazione è che ci si affeziona ai personaggi, anche alle carogne. E si resta curiosi per sempre del futuro ipotetico, non narrato, d' ognuno di quelli. Garrone, che fine ha fatto Garrone? Pizzicagnolo, fabbro, ferroviere? E l’ altro, quello povero: operaio o, paradosso, padrone? Chissà! Franti? Marinaio, è ovvio, non si scappa. Amo pensare: morto ucciso.

   





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Bianca-neve
post pubblicato in Come nei film, il 16 novembre 2006



 

Scuola Marilyn Monroe. Ecco, sei qui. Strisci le suole per i corridoi e ti chiedi perché mai t’è sempre piaciuto tanto il linoleum verde. Ma è chiaro, perché ce lo avevi qui: a scuola. Se Neil potesse mai tornare sulla Luna, avrebbe più o meno la tua espressione: è tutto come allora, non è cambiato nulla. Linoleum, una piccolo passo per la civiltà…
Fai capolino ad ogni aula e sono lì, sedute, le avide menti di domani. Sentono poesie di un professore incapace di qualsiasi autorità, reagiscono umiliandolo. Ascoltano di tal Gino, e di chissà che biglietto del filobus. E scrivere versi su un titolo di viaggio, …e come sono cambiati i tempi:  eppure anche oggi c’è chi si lascia obliterare i sogni, proprio come fossero titoli di viaggio.
Ancora capolino, ancora scene ormai indecifrabili, in quel codice antico di rosette e carte oleate. Carte oleate? Linoleum… strisciatina col piede. Linoleum.
Poi lo sgabuzzino degli attrezzi, figure mitologiche smitizzate. Archi e cavalli, a memoria d’ uomo mai visti utilizzati, se non nei film. E qui, forse…
E poi un’ aula apparentemente vuota, e quegli echi, che ti restano familiari sempre, della formica che si incrina di generazione in generazione. Il Linoleum no, non s’incrina. Faranno i banchi in linoleum, prima o poi.
In quell’ aula, argentea, un’ interrogativa alla lavagna. Una professoressa nuda, giovane ma un po’ scassata e col cassino in mano. Intorno sembrano i nani in un giardino, più bassi dell’ erba. E la professoressa nuda muove a cancellare. Fai in tempo a leggere la frase: ma la scuola deve formare o informare?




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Ricomincio da me
post pubblicato in Come nei film, il 13 novembre 2006


 

Queste biografie sono indecifrabili: s’ accalcano al limitar di Dite, e sgomitano e giurano su sé stesse, ma quanto c’è di loro? Paiono ombre dannate.
Ma è tutto vero? Quanto c’è di me nelle mie righe, nella mia interpunzione viziata? Non saprei dirlo con parole diverse da quelle che, volta per volta, ho usato; ed è caso diffuso: del resto anche il poeta pretendeva di poter piangere e stridere per l’ odore dei parrucchieri. Forse che in quell’ odore non c’è un po’ di lui? Mica solo cipolle sbucciate!

E’ tutto vero? O è tutta causa occasionale, di quelle che fanno degenerare i conflitti. Di quelle che danno brio commerciale al racconto di un fatto?
Dante, dice, conosceva davvero Beatrice? E’ tutto vero? Petrarca, dice ancora, conosceva davvero Laura? D’ accordo, non si pretende che il pennino metta ogni volta la lingua in bocca alla Musa, ma deve averla almeno annusata. Un po’ d’ acre per una riga, del dolce per un’ altra. E poi amore, disprezzo, indignazione. Così, senza nemmeno una palpatina? Non ci credo.
Anche l’ opinione è formazione, e quella si presuppone sia vera. Si pretende addirittura che opinione ed esperienza viaggino, nel caso specifico, nella stessa colonna fecale. Ma quanto è vero?
Voi mi conoscete un po’, ma vi basta per credermi? Non mi cambia granché, ma, ripeto: è tutto vero? Stringendo. E’ possibile, insomma, che io parli sempre e comunque un po’ di me, qualsiasi cosa decida di propinarvi qui, o c’è dell’altro? Se c’è dell’ altro al momento mi sfugge. Potreste aiutarmi, o anche no. Dipende: conoscete Lello voi?




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Barnaba il trombone.
post pubblicato in Come nei film, il 4 novembre 2006


 

L’ umanità mi fa schifo. Io  me la sogno l’ umanità, proprio così, schifosa.
Quando sono nato io, no. Non è nato un genio di tre chili e mezzo. Eppure ho idee in testa che puppeiano come il ragù. E le mie opere? Sono lì nel cassetto, come mai scritte, mai presentate. Provi a chiedere alla tua famiglia, ma perché non me le rappresentano quelle opere, che sono capolavori? Nessuna risposta. Provi a chiederlo alla tua donna, peggio che andar di notte.
L’ umanità mi fa schifo proprio. Me la sogno così, schifosa.
Ho in  mente un mattutino, mi ci metto pure, ma poi, ai primi solfeggi…, no no, l’ umanità mi fa schifo proprio.
Lo richiedi alla tua donna: perché non rappresentano le mie opere? Perché non valgono niente, dice. Forse che la donna, anche la tua, non è parte dell’ umanità?
La donna eleva l’ uomo. La donna. Ma tu, ch’elevi tu?
Tempo passerà che qualcuno mi domanderà bene: ma questo è un blog? No, risponderei, non lo è; e perchè poi, mi dicano, cosa si vuole da me, cosa si desidera?
Ma nulla, altrettanto bene mi si ribatterà, solo che lì in cima c’è scritto ”blog”.
Ed io: veramente io leggo "golb”.
E di seguito: da dentro, sì, ma da fuori si legge "blog".
Giusto, ma vedano, signori, io sono responsabile dentro, non fuori. 


Ai danni di
Don Raffaele il trombone
Peppino De Filippo




permalink | inviato da il 4/11/2006 alle 15:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa
Bronx
post pubblicato in Come nei film, il 3 novembre 2006


Sonny aveva spesso ragione. Quella volta no. La sua fronte spaziosa aveva tante rughe quante esperienze da raccontare, eppure tra le pieghe della pelle non ero riuscito a vedere l’ arco dell’ imponderabile, curvo da ciglia a ciglia, rotondo sulle orbite. E dire che me lo aveva indicato quel graffio d’ incertezza, tra le righe della pelle, e non solo  tra quelle. Più direttamente, tra i solchi di quelle esperienze, pareva che Sonny avesse voluto dirmi che quelle sono ogni giorno diverse, mutevoli come le rughe, e che per decifrarle occorreva un codice diverso ogni giorno. E’ vero, sempre sotto il comune denominatore dell’ onore, dei pudori, e di tutti quei legacci che fanno di un uomo un uomo, e non un quaquaraqua.

Sonny sembrava conoscere quei quattro incroci di quartiere meglio delle sue rughe, ed io non sapevo ogni giorno in quale delle due mappe perdermi: se in quella del quartiere, o in quella delle sue lezioni, così involute e marcatamente coatte.
Mio padre no, non aveva niente di Sonny, lui era onesto: ed altrettante rughe lo segnavano, ma troppo difficili, troppo scomode. 
Sonny aveva sbagliato tutto quella volta. L’ unica volta in cui m’ aveva voluto spiegare una ruga sfogliandola come la muta di un rettile. M’ aveva detto di aprirle la porta dell’ auto a farla montare, e di aspettare, sbirciando dal lunotto, se lei si fosse piegata a sinistra  per aprirmi la portiera. In quel caso sarebbe stata quella giusta. Lo feci. Girando intorno alla macchina mi sembrò di circumnavigare il sud america. Ero in pieno stretto di Bering quando quella era già al posto di guida ed aveva avviato il motore. Ero fermo nella tempesta dello stretto, proprio come un quaquaraqua, quando quella aveva gia ingranato la prima ed era partita.
Che fesso Sonny, e le sue stupide rughe! Quella m’ aveva rubato la macchina. Già correvo al bar per raccontarglielo a quell’ illuso. Ma era tardi. Sonny aveva già un buco in fronte, ed un rigolo di sangue gli scorreva giù per l’unica ruga che non avevo mai visto. E dire che me l’ aveva indicato tante volte quel graffio d’ incertezza.


Ai danni di
Bronx
Robert De Niro






permalink | inviato da il 3/11/2006 alle 0:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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