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Capodannato
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2006



Non passerò il capodanno solo come un cane. Ma solo con il cane. Se permettete, c'è una bella differenza.

  




permalink | inviato da il 31/12/2006 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa
Dio gode del sangue?
post pubblicato in Letteratura, il 31 dicembre 2006



Ho appena letto, tutte d'un fiato, le circa cento pagine di un "istant book" di prossima pubblicazione per le Edizioni Il FoglioHo ucciso mio padre è il titolo del libro, l'autore è Domenico Petrolino. C'è anche una bellissima prefazione di Rossella Anelli che introduce al tema con molta sensibilità e da cui sono tratte le poche righe che seguono.

"E così una serie di schemi mentali, un certo tipo di educazione cattolica stratificata nella mente anche di chi si definisce ateo e la pseudomoralità di molti mantengono mostruosa una società che si dice sempre più tendente verso la dignità della persona e la giustizia del singolo. In questo modo, l’unica soluzione possibile, l’unico atto d’amore, di decoro e di stima per la vita: l’eutanasia, divide ancora le persone, scatena polemiche, infiamma dibattiti. Ma in un sistema “normalizzato”, dove non è consentito avere idee altre o avere una religione altra (anzi avere una nonreligione come l’ateismo) non si può decidere della propria vita o di quella dei propri cari, neppure se è una vita in dirittura d’arrivo, martoriata, spaccata, umiliata, torturata da dolori sempre più insopportabili".


Vi segnalerò come poter acquistare il libro appena sarà disponibile.

  






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Paladini della specie, apologeti del cappio.
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2006



Com'è che se uno è contro la pena di morte è parte del gregge belante, e se invece è contro l'eutanasia è un illuminato paladino della specie? Mha!

 




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Bonelli, illuminaci.
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 30 dicembre 2006



Bonelli ha detto che Di Pietro parla come Lunardi. Chi dei due voleva offendere?

da il Riformista





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Bandire il sesso in stato d'ebbrezza. Che sciocchezza!
post pubblicato in Recht und Unrecht, il 29 dicembre 2006



Una recentissima modifica del codice penale inglese configura automaticamente il reato di stupro nel caso si faccia sesso con una donna ubriaca. Non entreremo nel merito della norma, ché è troppo platealmente una puttanata. Ci limiteremo ad un rilievo semplice semplice di tipo intimistico. Non è tanto il fatto di essere italiano che mi salva, quanto il sempre sia lodato principio di irretroattività delle norme penali; per fortuna vigente anche nel Regno Unito.  Se questa norma fosse retroattiva, ed io fossi nato in Inghilterra ora sarei un mostro stupratore.
 Ma sono italiano, qui il principio di legalità tiene altrettanto, e l'alcol fa buon gioco. Dunque, champagne; anzi, aglianico!





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Caro papa Natale
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 29 dicembre 2006



Ahmadinejad ha scritto una letterina al papa. Deve averlo visto in televisione con il camauro.

 
 




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Ve lo do io il blogroll
post pubblicato in Ve lo do io il blogroll, il 28 dicembre 2006



Welby no, Pinochet sì -
di Uqbar 

Sunday Coon
- di Raccoon

Se ci fosse un titolo...
- di Arrabbiato

Woooosh
- di Formamentis

Saddam è parente di Putin?
- di CiroMonacella









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Che fai, Luttazzi? Prima "copi" e poi t'incazzi?
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 28 dicembre 2006



Leggo l’intervista resa da Davide Parenti a Sabelli Fioretti per il Magazine del Corriere e scopro cosette interessanti. Più di tutte questa. Parenti dice: Luttazzi è un’intelligenza formidabile. Però ha una serie di difettucci, per esempio se gli copi una battuta, il giorno dopo fa l’inferno. Ed ancora:  tutti rubiamo tutto. Noi due abbiamo fatto insieme Barracuda rubando a Letterman.
Bene, che Luttazzi avesse copiato da Letterman s’era già detto da qualche parte sul web, ed ora abbiamo pure una chiamata in correità. Qui non diremo ch’è vero, ché i supposti copioni sono irascibili nella flagranza, e sono facili di carta bollata. In ogni caso, qui si è citata la fonte: se a Luttazzi dovesse bruciare il culetto, si rivolga a Parenti e non disturbi noi.
C
he poi, se fosse vero, che pena! Arrabbiarsi perché qualcuno ti copia una battuta… Ma chi sei Umberto Eco? Fellini? Ti hanno rubato una battuta, è vero che ci mangi, ma rilassati.
Anche a me succede. Solo poche pagine prima dell’intervista a Davide Parenti, sullo stesso numero del Magazine del Corriere (Giovedì, 28 Dicembre 2006 pag. 33) campeggia un vignettone di Giannelli - indiscusso et indiscutibile maestro - che ritrae Veltroni nel corpo del segno zodiacale dello scorpione; e sotto: la sinistra ha la sua Walternativa. Bhe, la stessa battuta, a mia firma, era sulla prima pagina del Riformista del 22 Gennaio 2005. Due anni fa. Io mica penso che Giannelli copi me, figuriamoci: è solo in ritardo. E se anche copiasse, chìssene! So’ signore io, non m'arrabbio: mica mangio merda in tv.

 
 





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Alt, farsi riconoscere.
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 27 dicembre 2006



Storace chiede che Fini si renda riconoscibile come uomo di destra. Ma, a questo scopo, più che ignorare la richiesta di un congresso che può fare Fini?

da il Riformista

  




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Cecità
post pubblicato in Letteratura, il 26 dicembre 2006



Gli occhi non bastano a tutto, ma l’ipotesi di un mondo di ciechi precipita nell’inutilità qualsiasi sedicente sesto senso. Ancora in una città qualunque, in un Paese qualunque, è lì che Saramago trova scenario per la narrazione di questa storia sciagurata. Uomini e donne che sprofondano in una luminosa cecità: prima alcuni, poi molti, alla fine tutti. Le autorità, già generalmente miopi, non fanno che regredire al loro stato intimo: ghettizzano, emarginano. Come se un'epidemia di tal fatta fosse possibile, ed in quel caso semmai anche confinabile in un manicomio abbandonato.  Gli individui senza visus perdono non solo un senso primario, ma ne trovano menomati anche tutti gli altri, ché ad un cieco in un mondo di ciechi l’udito è utile solo sospetto, il gusto solo al discrimine banale tra merda e cibo, l’olfatto è incapace di distinguere il fetore degli altri dal proprio. Ed il tatto, il tatto è il senso che produce la più straziante metafora per chi ha perso la vista: dato che in un mondo di ciechi, dove tutto è disordine e disperazione, non c’è tatto alcuno, tra chiunque s’incontri.
Solo una donna ha conservato la vista, la più dura delle punizioni possibili: dover sopportare la vista di un mondo di ciechi. Si sarebbe detta un’illuminata se tutti gli altri non fossero stati coscienti della loro cecità. Ma si tratta solo di una donna risparmiata nelle prime cose che servono, mentre nelle seconde questa è più sfortunata di tutti gli altri. E’ tutto un paradosso questo romanzo, e tutto è nel racapriccio che deve essere quel vecchio, orbo già prima d’esser cieco, che copre con una benda l’orbita vuota, e con la sua rudezza la pelle bianchissima di una giovane, bellissima ragazza, cieca il doppio di lui. Quasi ne godono di quella cecità, di quel massacro, di quei cani che mangiano gli ultimi uomini. Chissà se a guardar bene, ad essersi accorti prima di quell’incapacità di vedere, tutto quell’inferno si sarebbe potuto evitare.
Bellissimo.

Cecità
José Saramago
Einaudi
 





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