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Le attenuanti della Gregoraci
post pubblicato in Spiate, il 18 ottobre 2006



I processi si fanno nei tribunali, ma, considerato il calendario della Gregoraci, sarei per concedere a Sottile le attenuanti generiche.

da Dagospia
 




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Autostrade. Giannelli in fila al casello.
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 17 ottobre 2006



Alcuni mesi fa apparve un dardo in prima pagina sul Riformista, diceva:

"Tutte le strade portano a Roma,
ma le autostrade portano a Barcellona".
 

Con una certa commozione rileviamo che, con ritardo, in prima pagina sul Corriere di oggi  anche un maestro della satira come Giannelli è giunto alle medesime conclusioni. Ovviamente questo è esclusivamente motivo d' orgoglio. 
Giannelli, ripetiamo, è un maestro, a mio parere il migliore, e certamente non è tra quelli che parlano da sempre male del giornale arancione salvo poi non perdersene una copia.
Dunque, va bene così.
 
   





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Finanziaria affilata
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 16 ottobre 2006



Signori, ecco cosa succede dopo anni di tagli alla squola. 

da il Riformista
  




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LibMagazine
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2006

Cari lettori, LibMagazine riapre i battenti, e lo fa con un numero al solito ricco di interventi e spunti. Questo avviene grazie all’ impegno di formidabili persone cui manifesto qui la mia viva gratitudine, oltre che, ovviamente, tutto il mio apprezzamento.  LibMagazine si presenta con una veste leggermente cambiata, ma l’ impostazione rimane quella di sempre.
Prima di lasciarvi alla lettura di questo numero - avete quindici giorni di tempo per godervelo -, tengo molto a ringraziare Michele Fronterrè, meglio noto come Aronne: grazie al suo entusiastico impegno, infatti, molte cose sono diventate più facili.  Bene, ora filate a leggere, e diffondete la buona novella.




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La sindrome di Padoa Schioppa
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 15 ottobre 2006



Il ministro Padoa Schioppa dice di non sentirsi assolutamente ostaggio di Rifondazione. Non ci sono dubbi: sindrome di Stoccolma.







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Una Ferrari ed un Alonso. Coincidenze di Miami Vice
post pubblicato in Cinema, il 15 ottobre 2006




Lo sapete, non sono di quei blogger con la puzzetta sotto il mouse: qui si scrive di tutto, ma a certi film concedo solo poche battute. Niente che possa considerarsi, anche solo lontanamente, una recensione.
Di Miami Vice, film tutto bum bum di moderni archibugi, quindi dirò solo che nelle primissime scene c’è un biondo alla guida di una Ferrari che raggiunge e supera un tizio che si chiama Alonso. Così, una coincidenza che m’ è sembrata di buon auspicio. 
 




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Si può vivere cent' anni?
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2006



Mio fratello è  figlio unico
perché è convinto che Chinaglia
non può  passare al Frosinone

perché è  convinto che nell' amaro
benedettino non sta il segreto della felicità

perché è convinto che anche chi
non legge Freud può vivere cent' anni.



[R. Gaetano]





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Eutanasia - Don Verzè staccò la spina...
post pubblicato in Recht und Unrecht, il 13 ottobre 2006



Welby non può scendere dalla croce, dunque?


Pur essendone stato per alcuni tratti piacevolmente sorpreso, credo sia opportuno riflettere sull’ incongruenza di alcune recenti dichiarazioni, rese nel contesto di un’ intervista al Corriere, di don Luigi Verzè, fondatore dell’ ospedale San Raffaele di Milano.
Don Verzè parla di un caso di eutanasia del quale si sarebbe reso responsabile negli anni ’70, quando, alle prese con gli ultimi desideri di un suo amico malato, decise di staccare la spina del respiratore che lo teneva in vita.
A costo di sembrare troppo radicale, mi preme specificare che le dichiarazioni di Don Verzè non costituiscono alcun passo avanti nel dibattito sull’ eutanasia. Argomentando sulle coordinate della sua posizione, infatti,  il fondatore del San Raffaele accenna alla possibilità di un’ impostazione tutta teologica: “Lo hanno fatto morire, certo. Ma lui poteva scendere dalla Croce e invece si è lasciato morire:  per amore”. Lo spunto è suggestivo, è vero, ma totalmente improduttivo di effetti per il dibattito. 
Ritengo fortunata l’ ipotesi in cui una parte della dottrina cattolica converga su posizioni progressiste dando un giro di vite alla Croce nel terreno, ma non è possibile ammettere la posizione di don Verzè come soluzione generale del dibattito. Uno Stato laico non può assolutamente rimettere la sua posizione, su una qualsiasi materia, all’ interpretazione metaforicamente assisitita di un dogma di fede. Non può e non deve.
Don Verzè, poi, dopo questa mirabile fuga in avanti, ripiega su sé stesso, cadendo, a mio avviso, in banale contraddizione. Configurandola come conseguenza di un equivoco comune, si può anche sorvolare su quell’ opinione di Don Verzè  secondo cui non si può legiferare su una materia tanto delicata. Ci si può sorvolare, però, solo elevando l’ assunto fuori contesto: perché effettivamente esistono materie sulle quali legiferare è un male piuttosto che un bene. Ma dal momento che l’ eutanasia è vietata, in forza di una legge, non sarebbe stato meglio se Don Verzè  avesse riflettuto sull’ opportunità di deregolare la materia, piuttosto che sul pericolo di una regolazione mitigatrice, volta a valorizzare la libertà (si legga anche ‘libero arbitrio’) dei singoli?
Tornando alla suggestiva impostazione teologica, quella secondo cui Cristo, pur potendo, non è sceso dalla Croce per amore, è opportuno a questo punto chiedersi perché a Welby, che non mi pare abbia ambizioni redentive, non possa esser concesso di manifestare, scegliendo di morire, quello stesso amore, magari non per il prossimo, ma almeno per sé stesso.
 
 

da il Riformista




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Dunque, disse: lasciate quelle reti...
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 12 ottobre 2006



Berlusconi magari potrà perdere una rete, ma non il pescato.

da il Riformista





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Prevenire o dopare?
post pubblicato in Diario, il 12 ottobre 2006



Quest' idea di sottoporre i parlamentari ad un preventivo drug  test obbligatorio è una solenne assurdità. L' unico aspetto positivo di questa proposta risiede nel fatto che così si annienterebbe la capacità ipocrito-scandalistica che deriva da questo argomento.
Questa moralità censoria, paradossalmente,  finirebbe per normalizzare. 
Dal punto di vista scandalistico, però, Casini ha ragione: se scandalo deve essere, meglio prima che doping.
  






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