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post pubblicato in Diario, il 20 novembre 2006



La si prenda come si vuole, ma i processi televisivi continuano a non piacermi. Non me se ne voglia.
 

 





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Al lordo degli epiteti
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 19 novembre 2006



Dunque cosa sono questi? Forse pacifisti che sbagliano?

 





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Nassiriya. Dieci, cento, mille incomprensioni.
post pubblicato in Diario, il 19 novembre 2006


 

Chi scrive ha reiteratamente espresso in modo inequivoco le proprie opinioni in merito alla missione Italiana in Iraq. Ed oggi si sente in carico tutto il diritto di palesare il suo biasimo per le cose dette e fatte nel corso della manifestazione di Roma, cosiddetta “per la pace”.
Altrettanto, chi scrive riconosce lo stesso diritto a chi ha espresso opinioni diverse dalle sue, in merito alla missione italiana in Iraq.  E’ necessaria però una precisazione: chi ha sostenuto la missione italiana in Iraq deve ammettere di aver potuto fomentare delle incomprensioni tra coloro che ne hanno condiviso l’ opinione, al punto di far scadere quell’ orientamento, da parte di isolate minoranze, in espressioni becere e volgari. Altrettanto oggi si chiede facciano coloro che invece si sono sempre schierati contro quella missione.
Se io stesso condividessi l’ idea che vuole quella italiana in Iraq come missione di guerra, avrei probabilmente ecceduto in qualche manifestazione di pensiero. Del resto, se di missione di guerra si fosse trattato non avrei avuto remore alcuna ad identificare in mandanti e mandati (con la debita distinzione tra i ruoli) dei criminali. Criminali che avrebbero agito, dunque, in barba del diritto internazionale, di quello interno, ed anche del supposto buon senso concordante con l’ ipotesi di cui sopra. La delicatezza della materia include il pericolo che si annida nei difetti di comunicazione, per cui se avessi fin qui definito guerra quella missione, e conseguentemente criminali i protagonisti a vario titolo coinvolti, e tuttavia nulla avessi fatto di concreto per formalizzare il mio dissenso (ricorso alla Consulta europea per i diritti dell’ uomo, messa in stato d’accusa del capo delle forze armate per attacco alla Costituzione, etc.), non avrei oggi possibilità di meravigliarmi se, in chi, condividendo la mia opinione di base, si fosse annidato il germe delle degenerazioni cui abbiamo recentemente assistito.
Qui non s’ intende collegare alcuna responsabilità politica ai fatti che si sono verificati sabato a Roma. Solo si vogliono definire, al netto degli epiteti,  quei signori che si sono prodotti in quelle condotte. Essi, a parer mio, sono semplicemente persone che ritengono "di guerra" la missione italiana in iraq, e che, non contentandosi della propaganda, hanno fatto seguire fatti dimostrativi alle loro idee. Idee insane e, se possibile, fatti peggiori. 






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Bulli, bulletti, bulloni
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2006


 

Questa vicenda del bullismo nelle scuole non m’ ha molto appassionato. Tuttavia, in questa lettera, il nostro Celestino Ferraro pone l’ accento su un rilevo assolutamente non trascurabile. Di tutti i provvedimenti che potevano prendersi nei confronti dei bulletti di cui tanto si è parlato in questi giorni, quello adottato (sospensione per tutto l’ anno scolastico) mi pare in assoluto il più sbagliato. Celestino dice dunque benissimo. Forse sabglia quando ritiene che i suddetti avrebbero dovuto seguire i corsi separatamente, anzi sono certo che sbaglia: perché quell’ emarginazione  credo avrebbe fatto più bene del male. Credo, invece, che i bulletti del caso si sarebbero dovuti sottoporre ad un carico ulteriore di attività, anche extra-scolastiche. E poi Celestino sbaglia anche, a parer mio, laddove individua nel bullismo il prodromo della violenza camorristica. Sbaglia perché il bullismo è, secondo me, solo un carattere accessorio dell’ humus culturale in cui la delinquenza organizzata germoglia e si sviluppa. Non trascurerei il fatto che la delinquenza organizzata si sviluppa non solo per questioni culturali quanto, soprattutto, per cause sociali. Quelli culturali, direi anzi, sono i caratteri che permettono alla delinquenza organizzata di proliferare, piuttosto che nascere. Ma stiamo andando fuori traccia: quello che conta è che allontanare quegli sfessati dalla scuola è stato il peggiore dei rimedi possibili. E su questo con il buon Celestino siamo in pieno accordo.






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Inversamente tendenziosi
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 18 novembre 2006



Dopo sei mesi di Governo Prodi, invertita positivamente la tendenza. Che strano modo di leggere i sondaggi. 






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Segolene Royal
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 17 novembre 2006



Segolene ci ha copiato le primarie, e non ci ha pagato neanche le Royalties.

 





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Un cult. Sabelli Fioretti reintervista Francesco Nardi Caressa
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2006


 

Ma quelle frasi (i dardi) te le prepari a casa?

Ovvio, scrivo prevalentemente da casa.

Ne hanno scaricate molte di frasi tue da internet?

Non moltissime, ma c’è qualche pazzo che se le stampa addirittura. 

Sei diventato miliardario?

Se ti riferisci al conto in banca, no: sono un pezzente, ma se invece badi al rapporto potere d’acquisto/tempo libero, sono più ricco di Berlusconi.


Perché queste frasi tormentone?

Mi vengono spontanee, quasi come le bugie.


Fammi un esempio.

Hai presente “arma virumque cano Troiae qui primus ab oris?” Io alla fine del mondiale ho declamato: “Zidane è triste: non sa dove sbattere la testa”. Più o meno la stessa cosa…”.

Vediamo se ho capito bene, il cronista non serve?

Il cronista è solo la colonna sonora dell’ avvenimento...

Be’, insomma…

E’ solo un tentativo.

La politica?

Frequento giovani e non giovani socialisti radicali laici e liberali, ma da quando sento discorsi sulle tessere e sull’ uso del simbolo mi stanno un po’ sul cazzo, perché mi sembra che stiano sprecando tutto.


Hai conosciuto Craxi?

No, ma conosco bene Luigi Castaldi, e lo adoro. Parlo di lui, per darmi un tono, anche quando esco con una bella donna.
 

Questo governo ti piace?

Avrei votato più volentieri questa maggioranza con Veltroni al posto di Prodi. Oltretutto avrebbero vinto meglio.

La gente ti ferma per strada?

Sì, ma non mi faccio impietosire dalle zingare.


I colleghi ti criticano?

Sì, la loro critica preferita è: E chi è Francesco Nardi? Oppure: io non sono come Francesco Nardi. Chi conosce la storia degli Hell’ s Angels e dell’ 1%  inscritto nel rombo, può capire quanto io  la prenda bene.

 

Gioco della torre: Sgarbi o Mussolini? 

Tra i due? Butto Mario Adinolfi.


Perché Mario Adinolfi?

C’è un patto segreto tra di noi: devo parlarne male a scadenze fisse, mi ricambia con cestini di frutta e caramelle alla liquirizia. Mi adora.

 



*Domande tratte quasi tutte dall’ intervista di Sabelli fioretti a Fabio Caressa (Magazine del Corriere n°46). Riferimenti a fatti e persone sono frutto di esperienze oniriche dell’estensore del post.
Conservare in blog caldo è asciutto. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

E grazie a Sabelli Fioretti che segnala quest' intervista sul suo sito




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Celibato. Bontà Sua svelata per voi.
post pubblicato in Recht und Unrecht, il 16 novembre 2006



I casi di pedofilia di cui si rendono protagonisti sacerdoti e religiosi si sprecano, ma Bontà Sua Sedicesima ritiene di dover confermare con forza l’ indiscutibilità assoluta del celibato nel sacerdozio. Bene, cioè male, ma andiamo avanti.
Terrei a specificare, in difesa di Sua Bontà Germanica, che  effettivamente non c’è strettissima relazione tra atti di pedofilia e celibato coatto. Giacché questi, ahimé, si verificano spesso e volentieri anche nel matrimonio. Tuttavia mi pare palese che il celibato coatto costringa sacerdoti e religiosi a frequenti scappatelle clendestine, che pur non costituendo reato, rappresentano comunque peccato; e Gesù piange. E questo è il punto. Bonta Sua Sedicesima, ritenendo peccato e reato quali sinonimi, li tratta come tali. Così, come in qualsiasi moderno stato democratico esiste la politica criminale e relative strategie, in una teocrazia esiste la politica… ,e come si chiama?, insomma quella che appronta strategie che riducano il numero dei peccati.
Sua Bontà Sedicesima, dunque, ragiona pressappoco così: se il sacerdote pedofilo si sposa, nel mentre che esercita la sua depravazione commette ben due peccati: non solo la libido violenta su minore, ma anche l’ adulterio. Un peccato in più, capite? Moltiplicato per chissà quanti rattusi a piede libero, mitra puntuta  e cordone monello, viene una cifra assurda; altro che abolire il limbo:  toccherebbe fare un indultone.  Insomma, siamo sinceri, da questa visuale Bontà Sua ha ragione. Anche se, ovviamente, solo in sedicesimo.
  

 





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Primi provvedimenti contro il bullismo
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2006


I lettori mi perdoneranno se li riporto ancora in aula, ché già li ho tediati con qualche post precedente. Ma il dilagare del bullismo nelle aule è un problema che desta preoccupazione e sul quale non si possono fare orecchie da mercante. Occorre un comitato, un codice, una commissione o chissà cosa. Io appoggio qualsiasi iniziativa purché si prendano provvedimenti nei confronti di De Gregorio.


NOTA SUL REGISTRO

L’ alunno De Gregorio irride gli elettori e fa vacillare la maggioranza.

Il Presbite

 





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Lunga Vita
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 16 novembre 2006



Maggioranza? Finché ci sono senatori a vita, c'è speranza.

da il Riformista






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