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Nun vedite ca sto bbuon 'e voce?
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2006


O'  zappatore nun s' o scorda a Mario Merola.
 
 


Ma comm,  chiagne tutto 'o cuncertino?
Addo' c' avessa chiagnere sul' io.





permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 14:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Ricomincio da me
post pubblicato in Come nei film, il 13 novembre 2006


 

Queste biografie sono indecifrabili: s’ accalcano al limitar di Dite, e sgomitano e giurano su sé stesse, ma quanto c’è di loro? Paiono ombre dannate.
Ma è tutto vero? Quanto c’è di me nelle mie righe, nella mia interpunzione viziata? Non saprei dirlo con parole diverse da quelle che, volta per volta, ho usato; ed è caso diffuso: del resto anche il poeta pretendeva di poter piangere e stridere per l’ odore dei parrucchieri. Forse che in quell’ odore non c’è un po’ di lui? Mica solo cipolle sbucciate!

E’ tutto vero? O è tutta causa occasionale, di quelle che fanno degenerare i conflitti. Di quelle che danno brio commerciale al racconto di un fatto?
Dante, dice, conosceva davvero Beatrice? E’ tutto vero? Petrarca, dice ancora, conosceva davvero Laura? D’ accordo, non si pretende che il pennino metta ogni volta la lingua in bocca alla Musa, ma deve averla almeno annusata. Un po’ d’ acre per una riga, del dolce per un’ altra. E poi amore, disprezzo, indignazione. Così, senza nemmeno una palpatina? Non ci credo.
Anche l’ opinione è formazione, e quella si presuppone sia vera. Si pretende addirittura che opinione ed esperienza viaggino, nel caso specifico, nella stessa colonna fecale. Ma quanto è vero?
Voi mi conoscete un po’, ma vi basta per credermi? Non mi cambia granché, ma, ripeto: è tutto vero? Stringendo. E’ possibile, insomma, che io parli sempre e comunque un po’ di me, qualsiasi cosa decida di propinarvi qui, o c’è dell’altro? Se c’è dell’ altro al momento mi sfugge. Potreste aiutarmi, o anche no. Dipende: conoscete Lello voi?




permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 1:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
Altro che doglie
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2006

Mi rendo conto, è sempre difficile ammetterlo, ed a noi, figli suoi, dispiace ancor più. Ma a me il Cannocchiale sembra in menopausa. Altro che...



permalink | inviato da il 12/11/2006 alle 18:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa
Vabbuo' ja, trase
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2006


poi vidi l'angelo mutarsi in cometa
e i volti severi divennero pietra

 

  Apri, bambina.

  Chi sei?

  Un angelo. Sono un angelo.
  Un angelo? E cosa vuole qui un angelo?
  C’è posta per te.
  Per me?

  Sì, per te, Maria.





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Sport nazionale: parlar bene di Bertinotti
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2006


Estinti ed estintori...


Introduzione introspettiva.

Parlar bene di Bertinotti è uno sport nazionale. E gli sport nazionali sono generalmente sport di squadra, ed io li aborro. Preferisco piuttosto sport individualisti, chessò: il tennis (sport per il quale sono stato incriminato per vilipendio di cugino, giacché lo sfotto a sangue pure quando perdo), il biliardo (sport cui si addebita la mia poco sportiva tendenza alcolista), o al massimo la forma binomiale dell’ equitazione (sport nel quale ho vinto tutto quello che poteva vincere un gaudente fanciullo più talentuoso ma meno abbiente di tanti coetanei).
Parlar bene di Bertinotti, tuttavia, è uno sport che pure ho praticato, un po’ dagli spalti e un po’ nel campo, ché qualche bella parola l’ ho spesa, e non me ne pento. Ma un gran bel goal, per me, non fa necessariamente del calcio un bel gioco. Adoro essere impopolare, lo sapete, tanto più che son sincero.


Corpo libero del post.

Questo sport nazionale, del parlar bene di Bertinotti, oggi si trova ad affrontare questa frase: “ i militari italiani morti in Iraq non sono morti per la pace”. Non starò a commentare polemicamente: mi pare scontata la mia opinione e quindi non v’ affliggo. Piuttosto, però, punterei su quella definizione larghissima di pace che può darsi ad un giovane che trova speranza per il suo futuro.
Un lettore di questo blog di cui ho enorme stima, al tempo, scrisse qui nei commenti che i morti di Nassiriya andrebbero ricordati come morti sul lavoro. Né più, né meno. Ed in effetti è vero. E’ vero perché eroi sono quelli che scelgono la causa e sono moto intimo degli effetti relativi.
Non c’ importa qui se la missione in Iraq era di guerra o pace, ché la responsabilità era del parlamento, magari dunque, pure del parlamento fu il gesto eroico dell’ immolare i propri figli. L’ ho scritto, sì, ma non mi convince intimamente. Mi convince però la mia esperienza di qualche anno fa, quando insegnavo l’ a,b,c, dell’ informatica ai primicaporalmaggiori dei bersaglieri della Caserma Garibaldi di Caserta, o ai guastatori del XXI reggimento ed ad altri, sempre nel contesto del progetto “Euroformazione Difesa”. Quell’ esperienza m’ ha lasciato gli occhi di quei giovani professionisti felici. Perché, v’ assicuro, erano felici. Felici di aver trovato una strada, un ordine mentale, una stabilità, una professione. Felici d’ esser sereni, e disposti ai sacrifici che quella serenità costa ad ognuno di noi, ciascuno nel proprio ordine.
Quei giovani mi sembravano portatori sani di pace interiore, ché l’ anno prima erano all’ angolo di una strada, ed ora erano lì, pettinati, a studiare l’ informatica, l’ inglese, e tante altre cose più utili  alla loro ancor più utile professione. 


Pax et Bonum.

Quando al mattino arrivavo in caserma, alla Garibaldi di Caserta, sfilavo di fronte ad un' enorme scritta impressa nel porfido: “Bersaglieri, professiosnisti per la Pace”. Ci voleva una ventina di secondi perché ne percorressi l’ intera lunghezza. La leggevo e rileggevo, e mi piaceva.
Volontari in missione, dicono. Ma dover pagare un mutuo, volersi sposare, garntire un futuro ad un figlio,  o sottostare alle mille briglie che la società t’ impone sempre in qualche modo di accettare, e per questi motivi partire volontario per l’ Iraq, secondo voi, da’ esattamente la definizione della volontarietà? Secondo me no, ma dà una certa cifra di quanti aspetti ha la pace.  E’ chiaro, qui non parliamo della Pace, quel valore universale da noi riconosciuto anche nella Costituzione: parliamo di qualcosa di più piccolo: la pace, minuscola, ma che pure mi pare essere un valore universale, e che pure, cercate bene, in Costituzione c’è, eccome. Ed è per questo che non parliamo d’ eroi, ma dell’ opportunità di ricordarli comunque.
Bene, io convengo tranquillamente sul fatto che i morti di Nassirja non siano eroi, ma caduti sul lavoro. Ma penso comunque che se uno di quei professionisti muore sul lavoro, cade comunque per la pace; quanto meno per la sua.
Ed è a quelli che intitolerei una piazza, e non ad altri.
Se Bertinotti si dimettesse, o comunque potesse essere esonerato dall’ incarico di allenare certi miopi pregiudizi, oggi ne avrei gran piacere. Così è lo sport, o no?


 






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Otto per mille alle crociate?
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 11 novembre 2006



Se i fondi dell' otto per mille per la cultura vengono usati per la guerra in Iraq, quelli dell' otto per mille per la Chiesa vanno alle crociate?
 

da il Riformista 






permalink | inviato da il 11/11/2006 alle 0:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (29) | Versione per la stampa
Scoop: incontro segreto tra Ratzinger ed il Dalai Lama
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2006




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Vedi Omar quant'è bello.
post pubblicato in Letteratura, il 10 novembre 2006


 

“Lei è in arresto.” “Ma com’è possibile che io sia in arresto? E a questo modo ?” “A queste domande non rispondiamo,” disse il sorvegliante e immerse il pane imburrato nella coppetta del miele. “Mi si dovrà rispondere,” disse X “Ecco i miei documenti d’ identità, ora mi mostrino i loro e soprattutto il mandato di cattura.” “Oh santo cielo!” disse il sorvegliante, “Possibile che non riesca a rassegnarsi alla situazione! Sembra che lo faccia apposta ad irritarci inutilmente, noi, le persone che in questo momento le sono forse più vicine!” “E’ così, creda,” disse il sorvegliante e non portò alla bocca la tazza di caffè che aveva in mano, ma guardo X con un lungo sguardo, probabilmente significativo, anche se indecifrabile. X si lasciò coinvolgere, senza volerlo, in un dialogo di sguardi con il sorvegliante, poi però battè sui documenti e disse: “Ecco i miei documenti d’ identità.” “E che ce ne facciamo?” escalmò a questo punto il sorvegliante più alto, “Lei si comporta peggio di un bambino. Cosa vuole? Siamo impiegati di grado inferiore che quasi non s’intendono di documenti d’ identità. Ecco tutto quello che siamo, e tuttavia siamo in grado di capire che le autorità superiori, al cui servizio ci troviamo, prima di disporre un arresto del genere, sui motivi dell’ arresto e sulla persona dell’ arrestato si informano molto bene”.
Che razza di persone erano quelle? A che autorità si rifacevano? X si trovava in uno Stato di Diritto, vi regnava la pace, tute le leggi erano in vigore, chi osava irrompergli in casa?

Ma no, lettori cari, che andate pensando? Non sono le memorie di Abu Omar. E’ Kafka, fessacchiotti.
 
    




permalink | inviato da il 10/11/2006 alle 15:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa
E Dio apparve in sogno a Pannella
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2006



- Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò.

- Senti, arrivi tardi, abbiamo già fatto il congresso.

- Non so più che fare con te, fai sempre di testa tua... 

- Fatti gli affari tuoi, mafioso.

- Ti ricrederai.

- Sarà!


 






permalink | inviato da il 10/11/2006 alle 12:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
Memoria da elefanti.
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2006



Non è mia abitudine, ma l' altro giorno ho mandato una letterina al Foglio. V' assicuro, al netto del mio narcisismo, non miravo alla pubblicazione, ma solo a superare il filtro. Brevissima, diceva così:

Al direttore - Su, ora non mi faccia la proboscide triste.

Avrà superato il filtro? Chissà.
Lo stesso giorno, sempre preso dalle elezioni americane, avevo poi pensato e non scritto il seguente dardo:

Gli elefanti hanno buona memoria, e questa certo non se la scordano.

Oggi, sempre sul Foglio, è apparsa una letterina di uno che ne imbrocca una su dieci, a volergli bene. Dice:

Non mi dimenticherò mai di… di… Come si chiamava quello tosto della guerra in Iraq?

Ecco, ora non mi ricordo cosa volevo dimostrare, ma vi assicuro che tutto ciò ha un senso. Non mi ricordo proprio però: del resto, che so' elefante io?   






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