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Ah!
post pubblicato in Diario, il 26 dicembre 2006

 


Ah, uccideranno Saddam?
Ah, Cossiga non s'è più dimesso? Ah!
Credevo che lo sciopero dei giornali...
Ed invece...
Ah!
 






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"Malgrado questo progresso..."
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2006



Toccante messaggio Urbi et Orbi, davvero toccante. Sinceramente: m'ha toccato i nervi.
 

 




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Mi sento cattivo. E' Natale.
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2006



C'è una buona notizia. Io sono al camino con il portatile sulle ginocchia, dalla cucina sento arrivare lo sciabordio dei mostri di mare. E' mio fratello Vito che pesa vongole con gli occhi, le interroga, le cucina. Alice è tutta di rosso, freme, s' avvicina il momento dei regali. Tutto questo dovrebbe dare, in addizione, un buon umore, ed invece sono ancora storto. M'hanno rubato il Natale, mi dico. Perché proprio non sento nulla, niente di niente. Ma c'è una buona notizia. Schwarzenneger, quello che davvero è un boia maledetto, s'è rotto un femore sciando. Ecco, detto da chi un femore se l'è rotto a quattordici anni, sono proprio contento.
 





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Camel trophy
post pubblicato in Ecce Dardo, il 24 dicembre 2006



A Napoli hanno rubato dei pastori dal presepe. E non è arrivata nessuna telefonata per "il cammello di ritorno".

  






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"Nudo sono nato, nudo voglio essere sotterrato".
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2006


 

Piergiorgiorgio Welby non avrà un funerale religioso. Questo con grande dispiacere della  madre, che è molto credente. Capisco cosa può significare per la signora, ma ci si deve rassegnare. Quella che accade è una cosa che poteva essere ampiamente prevista, una cosa ovvia, in qualche modo addirittura una cosa giusta. Non si può andare dall’interprete del volere divino a chiedere una lettera di raccomandazione da consegnare al padreterno subito dopo aver rifiutato di morire soffrendo secondo l’esempio di Cristo. Nel giorno di Natale. E’ come chiedere a Travaglio di farsi garantista nel giorno del maxiprocesso: può farlo, sì, ma poi di cosa campa?
Oltretutto Welby ha scelto d’essere cremato, e quindi non potrebbe neanche partecipare all’immaginifica notte degli zombie nella quale si realizzerà la famigerata resurrezione dei corpi. 
Welby non ha bisogno di lettere di raccomandazione. Si raccomanda benissimo da solo. Lo tengano per sé il funerale religioso, quelli che lo negano ad una madre per suo figlio. Ché a loro può servire, e non è detto che funzioni.






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Cristiani del mondo
post pubblicato in Diario, il 22 dicembre 2006



Ogni momento giungeva qualcheduno che veniva dalla casa di Zanghi, e aveva visto dall’ uscio spalancato il letto in fondo alla camera, col lenzuolo disteso, le candele accese al capezzale e i figliuoli che piangevano. Altri portavano altre brutte notizie. – Il Capo Urbano che stava imballando le materasse; il farmacista che tardava ad aprire la bottega. La folla cominciava ad ammutinarsi a misura che cresceva. – Cristiani del mondo! Che ci vogliono far morire davvero come bestie nella tana!

Giovanni Verga
Vagabondaggio – Quelli del colèra

 




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Il necrologio del mafioso
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2006



Leggo di un necrologio scritto dal mafioso attualmente più ricercato, Matteo Messina Denaro, scritto per il padre morto, il più fedele alleato di Riina. L’elogio funebre è in latino e si compone di due frasi. Una di Cicerone, ed una tratta dall’ Ecclesiaste; il risultato è il seguente:

Spatium est ad nascendum et spatium est ad morendum sed solum volat qui voluit et perpetuo sublimis tuus volatus fuit”.

ovvero, riporto la traduzione per i postconciliari:

”C’è un tempo per nascere ed un tempo per morire, ma vola soltanto colui che vuole ed il tuo volo è stato per sempre sublime”.
 

Poi, quando m’inerpico su scomodi paralleli e riferisco al rito tridentino ch'è appena tornato di moda, non dite che sono troppo cattivo. Troppo poco, semmai.


 




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Ve lo do io il blogroll
post pubblicato in Ve lo do io il blogroll, il 21 dicembre 2006



 Caro Volontè - di Malvino





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Ve lo do io il blogroll
post pubblicato in Ve lo do io il blogroll, il 21 dicembre 2006


 
Guia Soncini al nudo alla meta - di Ricchiuti

Figli di un presepe minore
- di
FormaMentis

L'erede che anela al mancante
- di
CiroMonacella

Un gran puttaniere - di Engine

Cazzuti rosapugnoni
- di 
Angolodibolina
 




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Granitudine
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2006



Correvo in un fazzoletto di terra coltivato a granturco. E’ la stagione in cui passano rombando quelle grosse fiere meccaniche. Come quel cane di Jack London vedeva nei tram enormi linci stridenti, così io, da piccolo, vedevo le trebbiatrici di fronte casa; in quello stesso fazzoletto di terra. In ospedale, poi, un uomo lungo e rifinito, con il braccio spappolato da uno di quegli ingranaggi. Eppure con un viso buono, sereno, come chi della trebbiatura è sempre grato; comunque vada. In quella stagione del granturco non restano che gialli spuntoni alti una trentina di centimetri da terra. Resistono i solchi dell’irrigazione tra una fila e l'altra, solo che ora sono dune polverose, e quei moncherini fanno lunghissimi elenchi di totem. Tutti uguali, come le lapidi del cimitero polacco. Quel fazzoletto di terra era, ed è ancora, tra due strade minute: una era quella in cui vivevo, la casa vecchia, e sull’altra il cantiere della casa nuova. Al di là dei moncherini, pile di mattoni e sabbia, e le bestemmie dei carpentieri. E mio padre. Corro attraversando il campo, inconsapevole del rischio: come correre tra colli di bottiglie, e chissà che tra cantiere e campagna non ce ne fossero anche. Le mani nei capelli: non cadere, non cadere. Ho da trebbiare, chissà poi, anche esserne grato. Comunque vada. 

 




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