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Ve lo do io il blogroll
post pubblicato in Ve lo do io il blogroll, il 19 dicembre 2006


 Zucconi e The Economist - di Karl Kraus

 Per sempre giovane - di Marcoz

 Ferite d'amore - di Ilmondodigalatea

 Comprare Chanel a Teheran - di Alice

 Fisica dei corpi - di Formamentis







permalink | inviato da il 19/12/2006 alle 14:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Miss America
post pubblicato in Caro Barnaba, il 19 dicembre 2006



Caro Barnaba,
Tara Conner, miss America, dovrà rinunciare al titolo perchè ha partecipato ad una notte brava a base di drink in un locale di New York dove vige, per i ventunenni, il divieto di consumare alcolici . Una punizione tanto severa soltanto per aver alzato il gomito! Se invece fosse stata più furba ed avesse aperto le gambe sarebbe stata, come minimo, scritturata in un programma domenicale di intrattenimento per famiglie.

Commander


Questo blog sta diventando un lupanare. Che bello!





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Cleveland
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 18 dicembre 2006



Fu presidente operaio, ora è presidente operato.
 

 










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Il Travaglio della pucchiacca
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2006


Un certo dibattito di un certo qual interesse...

Succede che Marco Travaglio ad Anno Zero, durante una delle solite letture di atti processuali ed intercettazioni, pronuncia con la sua boccuccia il vituperato termine “pucchiacca”. Niente di che, non vorremo mica scandalizzarci per questo, anzi, la cosa ci vuol piacere. Ne consegue che sul sito di Sabelli Fioretti - che da un  po’ di tempo, ovvero da quando Sabelli Fioretti m’ha intervistato un paio di volte, frequento con soddisfazione e piacere -  si sviluppa un interessantissimo dibattito.
Alessio Dani si rivolge direttamente a Travaglio, e si stupisce che questi mostri di non conoscere il napoletanissimo termine in questione, che pure lui, fiorentino, conosce benissimo. Michele Lo Chirco corregge Dani e sottolinea che Travaglio voleva solo ironizzare sulla levatura dell’intercettazione che stava leggendo. Ecco poi che interviene un napoletano, finalmente, che offre lumi sulla questione. Piero D'agostino, infatti, spiega l’etimo del vituperato termine: ...dal greco pur = fuoco e chiaché= bocca...bocca di fuoco, in una parola. Divertita delusione la mia, ché da un napoletano m’ aspettavo di più. Insomma son dovuto intervenire: 


Molto sommessamente terrei a smentire quanto affermato dal signor D' Agostino in merito all' etimo del termine "pucchiacca" usato da Marco Travaglio durante l' ultima puntata di Anno Zero. Non certo per svilire l' arguta interpretazione grecista del mio simpatico concittadino, ma inviterei tutti a riflettere sul carattere onomatopeico del termine in questione. Almeno così mi suggerisce la mia lunga oltreché spassosa esperienza. Provare e riprovare per credere.

 

Del resto, Travaglio m' ha sempre ispirato un che di onomatopeico, ma questo dilemma per me è ancora oscuro...






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Sinodo Barnabita. La liturgia del blog.
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2006



Nel corso dell'ultimo sinodo dei redattori di Barnaba, in seguito a concitata discussione s'è deciso che l'italiano - per quanto in forma approssimativa - rimarrà la lingua ufficiale di questo blog e di tutti i relativi post. Redigere contenuti in latino potrebbe infatti mettere in crisi buona parte dei lettori, fatta ovviamente eccezione per Celestino ché è già considerato un frequentatore tridentino di questo blog.
Il sinodo ha inoltre stabilito l' apposizione di un sottotitolo nella colonna sinistra del blog. Quella che potrà sembrare una pericolosa revisione del progetto salvifico del blog di Barnaba si deve invece considerare una modifica della liturgia perfettamente in linea con la sua identità. Laddove la minoranza del sinodo avrebbe voluto continuare a considerare Barnaba un blog  "scritto per tutti", la maggioranza ha stabilito che il sottotitolo sia d' ora in poi "blog scritto per molti". Amen.






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Sporchi Negroni
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2006



Questa cosa dello sciopero delle firme sui quotidiani sta mettendo in crisi decine di consolidati rapporti personali. Non è un rumors, un inciucio, un aeroplanino di carta che si libra sul desk: l’è proprio la verità. Succede in questi giorni che giornalisti d’ogni risma (per cui immagineremo come location aperirivi a base di negroni sbagliati per il popolo del sottobosco precario,  cenette a base di soffiatine aglio, olio e peperoncino per i cosiddetti trentenni, ed algidi attovagliamenti per i palati più delicati dei professionisti, diciamo così, brasati) si guardino tutti un po' con sospetto.  Il problema è che oggi non usa parlare di ciò che si scrive; per carità, giammai esordire con il mediocrissimo: “hai letto il mio pezzo”? Ti si piglia per pazzo: il trentenne, o precario, o papavero che hai di fronte ti guarda stupito, s’acciglia in espressioni interrogative che sono traducibili non meglio che con un: “ma che crede questo, d’essere il buco del culo del mondo, per cui tutto prima o poi passa da lui? Così, in quota, si finisce a parlar dei fatti, alle volte sbuca qualche opinione, e si finisce con il dire in faccia a chi ha scritto magari "l’eutanasia-proprio-no" ch’è una testa di minchia. Che poi è cosa buona e giusta dirglielo, solo che - ripeto - oggi non usa. E oggi ce ne sono, ragazzi miei, di personcine che parlan meno di quello che compare non firmato sui giornali. Perché il-tengo-famiglia non giova, ma pure il non-tengo-più-amici nuoce. Perché sarà anche vero che coi tempi che corrono non dire "ore rotundo" ciò che si pensa è male, ma non avere amici è pure peggio. Ed oltretutto, capirete, non usa.
 

 




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Time: Barnaba person of the year 2006
post pubblicato in Diario, il 17 dicembre 2006


Non per vantarmi, ma la rivista Time di Washington m'ha insignito del titolo di Personaggio dell'anno 2006. Ringrazio sentitamente.






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La sVeglia
post pubblicato in Diario, il 17 dicembre 2006


 


Scendere in piazza per manifestare solidarietà ad un uomo che soffre e che si vuole costretto a spirare nella sofferenza non è un diritto specificamente tutelato. E' un diritto tutelato scndere in piazza, ma non farlo specificamente per Welby. C'è, diciamo, un vuoto legislativo...
Così come c'è un vuoto legislativo tra quei princìpi che s'ispirano alla dignità della persona umana e quelle decisioni sordide che stabiliscono che Welby non può morire, così semplicemente, ma deve schiattare attaccato ad un tubo.  Ero ancora in piazza, "con e per Welby", quando pensavo a questo aspetto della cosa. Esercitavo il richiamo ad un diritto non specificamente tutelato. Eppure, perché non mi sentivo complice di un'idea omicida?

 





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Declinare Natale
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2006


Aronne vuole che si declini il Natale,
e dunque, io aggiungo anche capodanno:


Natal
Natalis
Natali
Natalem
Natal
Natale
N'at'ann






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Mala tempora
post pubblicato in Caro Barnaba, il 16 dicembre 2006



Celestino mi scrive, nel consueto stile, una lettera molto significativa. E’ un decalogo più che una lettera.  Vi si mette a fuoco il cosiddetto imbarbarimento della specie, forse – non ne son sicuro – accenna ad una pericolosa tendenza al giusnaturalismo. L’ uomo è lupo all’ uomo, e la donna l’ allupa. In un mirabolante crepitio tettonico Celestino distribuisce fotogrammi della società che implode. Segnatamente: l’ eutanasia esautora la morte dal suo ruolo regolatore del ciclo dell’ esistenza, la sacralità della vita derisa con la profanazione dell’ embrione, l’ aborto ch’ espone la specie  al pericolo dell’ estinzione, l’ edononismo omosessuale che abatte il senso della famiglia. Tante cose dice Celestino. Le dice quasi tutte. Ha mancato solo di ricordare a noi tutti che la masturbazione rende ciechi e che chi fa la spia non è figlio di Maria. 





permalink | inviato da il 16/12/2006 alle 15:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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