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Rovati. Lui li ha fatti, lui li ha firmati.
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 18 settembre 2006


Rovati è stato frainteso: il progetto di statalizzare la telefonia fissa era solo una citazione di un modello medievale. 

 




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Benedetto XVI. Pentito o smentito?
post pubblicato in Diario, il 18 settembre 2006


Qual è la chiave di volta,
l’ occasione del pentimento, o la facoltà di smentita?

Benedetto XVI, in seguito alle polemiche sorte intorno ad alcune sue recenti affermazioni, ha tenuto a specificare che è stato frainteso.
Nel merito dirò, alla luce delle colorite reazioni di una certa rappresentativa parte dell’ Islam, che le critiche erano, sì, inopportune e mal poste, ma, nella parte che riguardava Allah (e non l’ assurdo confronto con l’ altro dio), assolutamente non peregrine.
Ad ogni modo, noi italiani siamo abituati ormai a rielaborare concetti suppostamente fraintesi, e dunque non abbiamo difficoltà, anche questa volta, a confidare (passando ovviamente per ingenui) nel reale fraintendimento delle parole del papa.
Guardando però la questione più da lontano, e rimanendo come sempre pochissimo interessato al cosiddetto conflitto di civiltà,  resto piuttosto scosso dall’ eventualità, testé verificatasi, in cui l’ uomo, anche il cattolico, possa fraintendere le parole del vicario di Dio in terra. E del resto non è dubitabile che ciò sia già mille volte avvenuto in passato.
Da incredulo, piuttosto, mi  pongo questo problema: data questa costante di fraintendimento dell’ uomo per le parole dell’ uomo, non è forse possibile che il papa, che pure è uomo, in qualche caso possa fraintendere le parole che suppostamente gli vengono ispirate dallo spirito santo? Perché se questo può essere, comincio ad intravedere una trama sottile venare il Disegno. Giacché, prima del canto del gallo ci fu triplice smentita. E almeno su  questo, mi pare, non s’è mai ammesso – ché ci sarebbe stato da ridere - alcun fraintendimento.




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Strettamente di bolina. Orzando.
post pubblicato in Diario, il 17 settembre 2006

Il carissimo Angolodibolina dedica alle cose che scrivo un' attenzione che esse certamente non meritano, ma della quale io non posso certo dirmi non orgoglioso e grato.
Sul suo bel
blog, Angolobolina mi rinfaccia una promessa che prima dell' estate gli ho fatto e che non ho mantenuto (anch' io temo il Berlusconi che è in me), ed ora, mortificato - ed al contempo grato come si può immaginare - realizzo qui ciò che avevo promesso. 
Segue, dunque, un mio vecchio post.

8.06.2006

Da qualche anno ricevo la newsletter di un Club di Forza Italia che sta dalle mie parti. Non ho mai chiesto la cancellazione perché spesso m’ offre occasione di grasse risate. A volte m’ abbandono anche a risposte incontrollate, spesso volgari, generalmente inutili. Non ne ricavo altro che dare libero sfogo a tutte le mie frustrazioni. E non è poco.
L’ ultima delle newsletter di cui vi dicevo, che so esser scritte da un sacerdote cosiddetto azzurro, è davvero fantastica, quasi come un post di Beppe Grillo*.
Nel sensibilizzare i destinatari della newsletter nei confronti della sciagurata ipotesi di un’ amnistia, il sacerdote argomenta:

“Contro il partito trasversale, dalla parte di chi lavora e spesso subisce il crimine, il Club lancia una campagna contro l' indulto e l'amnistia. Da cattolici, contro la proposta del governo Prodi.”

Niente male per un sacerdote, no? Provare a ricordargli della visita di Giovanni Paolo II al Parlamento, occasione in cui il pontefice chiese chiaramente un atto di clemenza per i detenuti? No, ma che dite? Certi individui non hanno memoria. Dimenticano le parole del loro papa, come il loro leader azzurro dimentica le sue promesse; anche loro mentono sapendo di smentire, anche per loro un indulto non vale un condono. Sono gente strana, proprio come Beppe Grillo.

Che c’ entra Beppe Grillo? Facilissimo. Anche lui, il blogger più blogger che c’è, pensa che giammai debba praticarsi clemenza nei confronti dei detenuti; giammai un’ amnistia, giammai un indulto.
Il nostro (non scrivo Vostro per non offendere i lettori) si pronuncia in sfavore dell’ amnistia perché teme che tra i beneficiari della clemenza possa intrufolarsi qualche finanziere, qualche ricco che ora è in galera, insomma uno di quei personaggi alla cui esistenza Grillo* deve la fedeltà della sua platea. Come se un ricco, già che non potrà entrare nel regno dei cieli prima che i Cammelli comincino a bucarsi con gli aghi (dalla parte della cruna, chè fa più male), sotto l’ aspetto dei diritti umani e della dignità personale, non fosse pari ad un povero.
Sputacchiatelo, dice il Necchi durante la via crucis del Melandri. E Grillo dice altrettanto. Mette un Mastella con la croce (magari sullo scudo) e gioca al centurione, e così sputacchia ed inneggia al raschio corale.
Non comprendere la necessità dell’amnistia non è questione di sensibilità, di ideologia, e neanche di freddo calcolo personale; non comprendere la necessità dell’amnistia è questione d’ ignoranza, solo e semplicemente d’ ignoranza.
Il pretaccio della newsletter e Grillo distorcono quello che vedono figurandolo in ciò di cui abbisognano: sputacchiare sul prossimo. Come se la collettività non integrasse il bene collettivo ma solo gli utenti di un blog o i destinatari di una newsletter.

*Avevo promesso di non parlare più di codesto personaggio molesto, ma proprio non ho resistito.




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Squilla il telefono
post pubblicato in Diario, il 16 settembre 2006

 Il caso Telecom comincia a diventare imbarazzante. I non poteva non sapere, sì ma l'altro poteva pure telefonare, ed i dovrebbero riferire in parlamento, rappresentano la cifra media del modo in cui si risolvono le questioni in questo Paese. Rovati si deve dimmettere, leggo. Ecco, forse sarebbe pure necessario, ma dopo che si è capito bene cosa ha fatto e con quali intenzioni.
Mi sembra di poter dire che i dipendenti Telecom in tutto ciò non rischino assolutamente nulla, ma si sa: pure Marco Rizzo deve campare.
Bene, staremo a guardare, come su un cortile, sorpresi e ingessati, come al solito.

Intanto oggi ho comprato un telefonino. In un negozio Vodafone: lì costava meno.





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Espropri proletari virtuali
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 16 settembre 2006

Anche l' onorevole Caruso scarica musica da internet.
Ma lui non lo fa in modo subdolo come me, lui lo fa per protesta. Ecco, ci mancava il proletary sharing.

da Dagospia





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Fallace ipocrisia, non mi avrai.
post pubblicato in Diario, il 15 settembre 2006


"Guglielmo Speranza è morto".
(E.d.F.)





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Hunziker. Le parole sono importanti.
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 15 settembre 2006

Michelle Hunziker ha dichiarato che non fa l' amore da un anno. Chissà se almeno tromba.

da Dagospia





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Consigli riottosi, ed altri meno. La carica degli ex.
post pubblicato in Diario, il 14 settembre 2006

Nominato Riotta, il Corriere ha pensato bene di chiedere agli ex-direttori del Tg1 di elargire un consiglio al neo-direttore. Anzi diremo nuovo direttore, ché neo-direttore fu, e sarà per sempre, solo Bruno Vespa.
Tra le dichiarazioni degli ex-direttori intervistati ce ne sono alcune piatte e di pura circostanza, ed altre invece in cui ci si è effettivamente sforzati di offrire qualche consiglio, non senza – in qualche caso – rivendicare i successi risalenti alla passate direzioni.

Si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare il cattivo esempio

Poco da dire sulle parole di Emilio Fede, Albino Longhi, Nuccio Fava, Marcello Sorgi, Giulio Borrelli, e Clemente Mimun: le dichiarazioni di circostanza di cui dicevamo.
Qualche attenzione, invece, meritano le parole di Bruno Vespa e Carlo Rossella: due veri giganti del consiglio peloso. Anche se, prima di rilasciare dichiarazioni, dovrebbero mettersi d’accordo: 

Vespa
: Riotta faccia come Rossella, che prometteva la luna e lo faceva credere a chiunque…
Rossella: Consiglio a Riotta di non fare mai promesse, specie ai politici…

Insomma, l’ unico che se n’è uscito pulito è stato Gad Lerner, a suo tempo direttore-lampo (solo pochi mesi) del Tg1: non c’è niente di peggio dei consigli degli ex, specie se dati in  pubblico. 
Effettivamente…




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Raility
post pubblicato in Dardi di Nardi, il 14 settembre 2006

Gianni Riotta è stato nominato.
Ora deve affrontare il televoto.







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Il Cerchio e l' Ellisse.
post pubblicato in Diario, il 13 settembre 2006

La scienza vuol rendere Dio inutile. Più o meno così hanno tradotto i lanci di agenzia le parole del papa in missione (di pace, è ovvio) in Germania. Ed ho motivo di ritenere che, per quanto l’ abitudine di estrapolare frasi dal loro contesto sia spesso causa d’ equivoci, quella traduzione possa considerarsi abbastanza prossima al senso del pensiero espresso da Benedetto XVI. 
Volendo prescindere dal generico riferimento del papa alla scienza come “minaccia alla vita”, l’ espressione appena citata si può ricondurre speditamente al conflitto tra la scienza ed il monopolio tutto teologico della creazione.

In un libro di Zichichi, scienziato certamente non agnostico, si fa riferimento alla scienza come ad un atto di fede, piuttosto che di ragione.
L’ esempio che vi è riportato è quello di un Galilei, ormai convinto delle sue teorie eliocentriche, che di fronte ai risultati dei suoi calcoli, ritenne di doverli considerare errati poiché questi dimostravano la forma ellittica delle orbite dei pianeti che girano intorno a frate Sole. Errati dovevano essere quei calcoli, secondo Galileo, poiché mai Dio, disponendo della perfezione del cerchio, avrebbe potuto, creando, preferirigli l’ellisse nel disegno di quella porzioncina d’ universo che è il sistema solare.
Galilei dunque, balzando indietro nei secoli, rinnegò l’ efficacia del suo metodo empirico, rimettendo sé stesso e le sue intuizioni nella Logica del Creato.

Mi domando se non sia poi questa fede nella perfezione a voler oscurare la Scienza, piuttosto che il contrario. E mi rispondo anche, molto gaiamente, di sì. 
Mi domando come l’ utilità di Dio, o, in contrapposizione, quella dell’ esperienza empirica, possa subordinarsi ad un arco di circonferenza più o meno perfetto, piuttosto che ad un arco di scienza più o meno preciso. Perché è questo, mi sembra, che si continua a fare.






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