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Il vangelo secondo Saramago

Quello di Saramago è un vangelo ateo. Non perché rinneghi Dio, ma perché ne rivoluziona spietatamente la percezione. Se prima di scrivere questo romanzo avesse potuto leggere l’ enciclica di Benedetto XVI, Dio è Amore,  Saramago ne avrebbe certamente condiviso il titolo: Dio è certamente amore, ma amore solo per sé stesso. Giacché innegabilmente, nel romanzo, s’ evidenzia come sia stato l’ uomo ad aver creato Dio a sua immagine e somiglianza, e non viceversa.
Un Dio terribile in questo vangelo, artefice della soprannaturalità di Cristo, ma non nella miracolosa espressione redentiva che conosciamo, macché: il Dio di Saramago è un sabotatore del creato. Un creato immerso nel quale, molto più rassicurante di Dio, s’aggira il Diavolo, sotto le sembianze d’ un pastore alla guida d’ un mirabolante gregge di cui non si nutre e sul quale non specula.
Il Diavolo è il male, in questo romanzo, solo perché non è onnipotente. Il bene va digerito come tale, anche se si spiega in stragi d’ innocenti, perché è inevitabile. La provvidenza.
Ne Il vangelo secondo Gesù Cristo, Giuseppe conosce carnalmente Maria fino a farne madre di otto figli dopo Gesù, e ciò non può essere inteso come una provocazione, ché una provocazione è già fondare una fede su un parto senza fecondazione, piuttosto che su mille fecondazioni che, Dio lo vuole – ma perché poi lo vuole? - , non arrivano al parto.
Altrettanto non è provocatorio far morire Giuseppe su una croce romana all’ età di trentatre anni, perché provocatorio è credere ad un disegno che prevede la salvezza del padre e la morte del figlio.
Gesù, nella vita che gli assegna Saramago, fa l’amore decine di volte con Maria di Magdala, tante di quelle volte che sembra che il sesso, quello non riconducibile all’ ufficio dell’ obbedienza familiare, sia nato proprio lì ed in quel momento.
Nell’ incontro tra Dio, Gesù e il Diavolo, nella fitta nebbia di un lago, Gesù conosce il disegno di Dio e lo disprezza, sbigottisce di fronte alla superfcialità con il quale il Diavolo chiede il perdono di Dio e non l’ ottiene.
Questo romanzo è la  storia di un uomo qualunque che muore sulla croce, ed il cui sangue versa in una scodella messa lì da un pastore.
Se c’è qui un messaggio di cristianità che possa dirsi inestimabile è quello della denuncia dell’ orrida indifferenza di Dio per gli uomini, e degli uomini per gli uomini.
Il Graal c’è anche in questo romanzo, se proprio lo volete, come c’è sempre, e dappertutto; del resto il Diavolo vi depone la dentiera, addormentandosi, tutte le sere.  

Il vangelo secondo Gesù Cristo
Jose Saramago, Einaudi
410 pag. -  € 11,50



Pubblicato il 1/9/2006 alle 15.36 nella rubrica Letteratura.

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