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Paradossi - C'è bisogno di terzismo rosapugnante.



Dopo aver fatto orecchie da mercante per diversi mesi, è giunto il momento di dire qualcosa su La Rosa nel Pugno. Chi scrive incarna il terzismo rosapugnante, ovvero la posizione di colui che nulla vuole avere a che fare con la militanza socialista in quanto tale, ed uguale atteggiamento assume nei confronti della militanza radicale in quanto tale. Terzismo rosapugnante, se vi piace, può dirsi  quella particolare, ed io credo anche ovvia,  posizione di chi può votare e sostenere – anche con impegno diretto – la  Rosa nel Pugno solo ed esclusivamente se la Rosa nel Pugno c’è. E l’ esistenza di un movimento, un aggregazione, o chissà cos’ altro, non ha nulla a che vedere, si converrà, con la semplice individuazione di un simbolo comune ma stiracchiato su percorsi diversi. Volendo ulteriormente banalizzare dirò che il terzismo rosapugnante è quello di chi considera necessario rendere la Rosa nel Pugno un partito strutturato ed organizzato, ovvero qualcosa di diverso da un mero movimento di idee, e che al contempo non soffre minimamente il supposto protagonismo di Pannella, anzi. 

Allo stato dell’ arte, il terzista così definito nutre un certo scoramento laddove sul Riformista, con occhio estraneo ad entrambe le iniziative, deve leggere della convocazione della prima assemblea nazionale dell’ Associazione per la Rosa nel Pugno voluta da Lanfranco Turci a pagina sei, nel cui programma dei lavori si prevede anche un intervento di Marco Pannella,  

 

e poi deve imbattersi a pagina due dello stesso giornale in un appello siglato Rosa nel Pugno, mediante la firma di Marco Pannella, che polemizza con l’ assemblea nazionale dell’ Associazione per La Rosa nel Pugno di cui abbiamo detto sopra.     

 

Personalmente, pur  aborrendo la generale accezione del terzismo, non posso rilevare da un punto di vista terzo che i fondatori della Rosa nel Pugno hanno preso la strada sbagliata. Non credo, infatti, che l’ approdo alla sintesi possa mai avvenire attraverso striscioni incrociati pubblicati sui giornali.

L’ anomalia dell’ aggregazione delle componenti della Rosa nel Pugno è stata costituita, fin dall’ inizio di quest’ esperienza, da una spiccata difficoltà di metodo, piuttosto che di merito. Questo è noto. Quello che non era noto, né prevedibile, è che si potesse arrivvare a dover assumere, per la residuale volontà di credere nella Cosa/Rosa, posizioni terziste. Clonando quelle stomachevoli  equivicinanze tipiche di tutt’ altri ambienti. Eppure qui di un po’ di terzismo c’è bisogno.
Terzismo che, nel caso della Rosa nel Pugno, vale a rappresentare il luogo dei  punti equidistanti da tutti quegli altri che, così come sono, possono tranquillamente dirsi Nulla.

 

Pubblicato il 5/10/2006 alle 14.28 nella rubrica Diario.

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