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Berlusconi. Tradurre tradendo.


 

Tradurre la retorica Berlusconiana è esercizio sempre spassosissimo. Tradurre, in generale, è esercizio sempre spassosissimo. 
Del resto, diversi megabyte fa, sempre su questo blog, s'è scritto che la traduzione è l’ unica lingua universale. Le lingue sono diversissime tra loro, scopro il capuccino schiumato!,  ma il metodo di traduzione è praticamente sempre lo stesso. 
In base a ciò, si può tradurre Berlusconi rendendo un codice comprensibile a tutti: forcaioli leghisti, destri sociali, riformisti ambidestri, socialisti in varie salse, e centristi alla coque. 

Ecco, tradurre oggi il rilancio berlusconiano della Grande Coalizione è un gioco da ragazzi proprio per i centrisi alla coque, quelli che è sempre meglio un uovo oggi…
Traducendo, quindi, l’ espressione berlusconiana “siamo pronti per la Grande Coalizione” nel codice più prossimo ai centristi di cui sopra s’ ottiene: “al senato, sulla fiducia, votate leggeri, ché non si torna a casa. Il panettone c’è per tutti”.
Quando si traduce da una lingua all’ altra, però, è inevitabile che qualche sfumatura del testo originale vada persa. Ma è tollerabile. In fondo “tràdere” è sempre un po' “tradìre”.
Chi ha senatori per intendere, intenda. 



Pubblicato il 27/10/2006 alle 17.36 nella rubrica Diario.

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