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Ricomincio da me


 

Queste biografie sono indecifrabili: s’ accalcano al limitar di Dite, e sgomitano e giurano su sé stesse, ma quanto c’è di loro? Paiono ombre dannate.
Ma è tutto vero? Quanto c’è di me nelle mie righe, nella mia interpunzione viziata? Non saprei dirlo con parole diverse da quelle che, volta per volta, ho usato; ed è caso diffuso: del resto anche il poeta pretendeva di poter piangere e stridere per l’ odore dei parrucchieri. Forse che in quell’ odore non c’è un po’ di lui? Mica solo cipolle sbucciate!

E’ tutto vero? O è tutta causa occasionale, di quelle che fanno degenerare i conflitti. Di quelle che danno brio commerciale al racconto di un fatto?
Dante, dice, conosceva davvero Beatrice? E’ tutto vero? Petrarca, dice ancora, conosceva davvero Laura? D’ accordo, non si pretende che il pennino metta ogni volta la lingua in bocca alla Musa, ma deve averla almeno annusata. Un po’ d’ acre per una riga, del dolce per un’ altra. E poi amore, disprezzo, indignazione. Così, senza nemmeno una palpatina? Non ci credo.
Anche l’ opinione è formazione, e quella si presuppone sia vera. Si pretende addirittura che opinione ed esperienza viaggino, nel caso specifico, nella stessa colonna fecale. Ma quanto è vero?
Voi mi conoscete un po’, ma vi basta per credermi? Non mi cambia granché, ma, ripeto: è tutto vero? Stringendo. E’ possibile, insomma, che io parli sempre e comunque un po’ di me, qualsiasi cosa decida di propinarvi qui, o c’è dell’altro? Se c’è dell’ altro al momento mi sfugge. Potreste aiutarmi, o anche no. Dipende: conoscete Lello voi?

Pubblicato il 13/11/2006 alle 1.53 nella rubrica Come nei film.

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