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Bianca-neve



 

Scuola Marilyn Monroe. Ecco, sei qui. Strisci le suole per i corridoi e ti chiedi perché mai t’è sempre piaciuto tanto il linoleum verde. Ma è chiaro, perché ce lo avevi qui: a scuola. Se Neil potesse mai tornare sulla Luna, avrebbe più o meno la tua espressione: è tutto come allora, non è cambiato nulla. Linoleum, una piccolo passo per la civiltà…
Fai capolino ad ogni aula e sono lì, sedute, le avide menti di domani. Sentono poesie di un professore incapace di qualsiasi autorità, reagiscono umiliandolo. Ascoltano di tal Gino, e di chissà che biglietto del filobus. E scrivere versi su un titolo di viaggio, …e come sono cambiati i tempi:  eppure anche oggi c’è chi si lascia obliterare i sogni, proprio come fossero titoli di viaggio.
Ancora capolino, ancora scene ormai indecifrabili, in quel codice antico di rosette e carte oleate. Carte oleate? Linoleum… strisciatina col piede. Linoleum.
Poi lo sgabuzzino degli attrezzi, figure mitologiche smitizzate. Archi e cavalli, a memoria d’ uomo mai visti utilizzati, se non nei film. E qui, forse…
E poi un’ aula apparentemente vuota, e quegli echi, che ti restano familiari sempre, della formica che si incrina di generazione in generazione. Il Linoleum no, non s’incrina. Faranno i banchi in linoleum, prima o poi.
In quell’ aula, argentea, un’ interrogativa alla lavagna. Una professoressa nuda, giovane ma un po’ scassata e col cassino in mano. Intorno sembrano i nani in un giardino, più bassi dell’ erba. E la professoressa nuda muove a cancellare. Fai in tempo a leggere la frase: ma la scuola deve formare o informare?

Pubblicato il 16/11/2006 alle 0.53 nella rubrica Come nei film.

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