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Berlusconi. Calvario delle Libertà o Libertà dal Calvario?



Io non sono di quelli che pensano che l’ altra parte della mela sia marcia. Sarà che io stesso, verme, traforando sono passato bellamente da una parte all’ altra, e così poi, come il pendolo imbrigliato dall’ inerzia, attendo di rimaner sospeso verticalmente ad un vertice: chissà forse un principio che mi coinvolga completamente. Pensando alla manfrina del Berlusconi che lascia la politica e poi non lascia più, anzi poi magari raddoppia, ritorno alla grande colpa che quest’ uomo si porta dietro. Un peccato originale, in sé però non costitutivo ma risolutivo.
Di tutte quelle che gli si possono imputare, infatti, la peggiore colpa è rappresentata dal fatto che la parabola di Berlusconi debba finire in sé stessa, ovvero nella pentola d’ oro che, alla base dell’ arcobaleno, proprio non c’è.
E’ vero che il berlusconismo stesso, in coerenza con sé stesso,  non può avere successione. Alcuni diranno: bene!, lo capisco, ma non condivido. Non condivido per quel semplice fatto che l’ interposizione diretta tra finanza, grandi interessi e politica di cui si è reso protagonista Berlusconi doveva necessariamente essere temporanea. Ma nel delirio d’ eterna onnipotenza, o forse nell’ incapacità  logica di fronte a questa prospettiva,  quello spazio di rappresentanza s'è destinato a degenerare secondo lo stesso modello. E tanti saluti alla temporaneità.
Il nostro Celestino ha scritto di “Calvario delle Libertà” e “Libertà di Calvario”. Bhe, io credo che Berlusconi non consegnerà pagine alla storia che non siano quelle già spiegate dai fatti, dalla sua condotta, e dai suoi alternanti successi e insuccessi. Nella “Libertà del Calvario” credo, e ne biasimo il lascito reso a quella parte di mela che, dicevo, non può considerarsi tutta marcia.  Nel “Calvario delle Libertà” invece credo meno. Mi suona come compiatire il perfido padrone di casa che, vecchio e logorato dalla galera della sua stessa avarizia, prenda calamaio e carta per scrivere, alla luce di un mozzone di candela, il suo lagno di vita ed esperienze. Qualcosa che andrebbe poi pubblicato con il titolo evocativo de “Le mie pigioni”.


 


Pubblicato il 22/11/2006 alle 15.33 nella rubrica Caro Barnaba.

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