Blog: http://francesconardi.ilcannocchiale.it

Nel vetro, il barbaro rosso ed il barbaro nero.



Celestino dice  che “un barbaro è per antonomasia un impietoso, un crudele, un disumano”.  In buona sostanza è vero; dice bene. Quello del “barbaro” però è il più relativo dei concetti. Senza codice comune siamo tutti barbari per il prossimo, homo homini barbarus, quasi. E ci vuol poco a smarrire il codice declinando le desinenze, ché a Napoli, ad esempio, i barbari sonoi “cafoni”; ove per cafoni s’ intendano quei portatori sani di  vocali più aperte o, a sorpresa, più chiuse che dalla cumana o dalla circumvesuviana si riversano ogni giorno nella città. Barbar, miracolo onomatopeico dell’ incomprensione, ‘sti barbari. Ma così, ognuno per l’altro appena diverso, come per la morale, esistono codici superiori escludenti che fanno subito barbaro ciò che in qualche modo è alieno.
Ma questa reciproca eslusione barbarica sì può rendere, forse, anche in senso inverso? La più fresca delle menti che io conosco, a proposito dei punti di vista,  porta sempre l’ esempio dei due pesciolini nella boccia di vetro. Ce n’erano uno rosso ed uno nero, racconta, ed un giorno quello nero morì. Ma quale pesciolino era morto davvero? Era possibile ritenere che il pesciolino rosso si fosse sempre riconosciuto nell’ altro, e viceversa. Al punto che, magari, l’ uno fosse convinto d’ essere del colore dell’ altro. E dunque alla morte di  uno dei due qual è il colore giusto da assegnare? Nella coscienza del sé c’è tutto il fascino vero del relativismo.
La storia dei pesciolini di colore diverso, dunque, lascia aperto questo spazio d’ indagine che s’ inarca tra la percezione dell’ altro e quella dell’ Io. Il conflitto barbarico, la guerrà tra civiltà, è solo una prospettiva possibile, la più frequente e probabile anche, ma, come si vede, non l’ unica. Quella delle miniere dell’ anima dove "esplode il grisou" è un' immagine che m’ affascina. Ma così, temo, muoiono tutti e due i pesciolini, quello rosso e quello nero. E a chi giova?


 

Pubblicato il 29/11/2006 alle 16.38 nella rubrica Caro Barnaba.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web