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Tempi Magris per chi non è figlio di re.



Ieri, in un discutibile editoriale di Claudio Magris apparso sul Corriere, ad un certo punto si citava tale Francesco Magris, nell' algida forma: "come ha scritto Francesco Magris sul Piccolo...".  Io non ero sicuro che Francesco Magris fosse il figlio dell'estensore del prestigioso editorialone - c'è anche una letterina sul foglio di oggi che riprende il fattaccio - e così ho cercato un po' su google, ma non ho trovato elementi utili a stabilire la paternità. Ho però scoperto che papà Magris cita continuamente il figliuolo. Ferrara, in risposta a quella letterina cui ho accennato sopra, dice: "ma dov’è lo scandalo? La grazia di un padre ricade su un figlio". Sarà lecito, dunque, credere che sia vero pure il contrario. Del resto per diventare principi azzurri bisogna essere figli di re. E poi, si sa: si deve essere bellissimi. Il villico di Troisi lo ricordate? "Mi ha rovinato mio padre, ché non ha fatto carriera".


Pubblicato il 19/12/2006 alle 14.45 nella rubrica Diario.

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